viernes, 3 de octubre de 2008

Chi è senza razzismo scagli la prima pietra...

Tesi n°1: Nessuno può davvero dirsi immune al razzismo.
Tesi n°2: Il razzismo è direttamente proporzionale all’imbecillità.


Levi scriveva della «tendenza manichea che rifugge dalle mezze tinte e dalle complessità» (P. Levi, I sommersi e i salvati, 1986, cap. II). È il meccanismo mentale della generalizzazione e dell’etichettare che sta alla base del pensiero razzista, oltre ad una forte percentuale di viscerale egoismo che fa vedere nell’altro (specie se portatore di una qualche diversità somatica) una privazione, un ostacolo, un nemico.
Prima dell’inizio della Guerra balcanica la gente teneva normali rapporti di vicinato, indipendentemente che erano serbi o croati. L’ideologia imposta dall’alto ha cambiato la gente: quei due vicini, amici in precedenza, da un giorno all’altro hanno iniziato ad odiarsi. L’odio razziale è un seme di zizzania che non si estirpa e rimane per generazioni.

In Italia da mesi si assiste ad un sempre più rigoglioso razzismo. Ed oltre all’idiozia della gente, è la politica italiana ad avere gravi responsabilità. Quando rappresentati istituzionali parlano con linguaggi da peggior bar di Caracas, vomitando insulti ed accuse di fatto razziali, il seme è ben sparso ed irrigato sul terreno già ben concimato dal letame della cecità umana.
Un pubblico discorso razzista e generalizzante contro un rom, un nero, un giallo, un verdano o un gianduiotto (per quanto rivestito di “politically correct”) è razzismo quanto le percosse fanatiche di minorenni: è solo una variante dello stesso linguaggio.

Tornando alla tesi n°1, trovandosi ad esempio in un vicolo di notte e vedendo avvicinarsi due persone di colore non in frac, non si trova a temere per la propria sicurezza, anche solo per un secondo? Sarebbe lo stesso se quei due fossero "bianchi"? Ebbene, siamo tutti razzisti. Poi chiaramente entra in gioco la tesi n° 2.

8 comentarios:

Anónimo dijo...

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isterika dijo...

secondo me, siamo in un certo parallelo della terra per cui non ha proprio senso trovarci uno con la faccia più scura della mia! Io sono per tornare a quando le popolazioni stavano a casa loro e semmai tutto si riduceva a una scaramuccia tra vicini. Quando incontro uno diverso voglio stupirmi e non pensare eccone un altro!!!!

Bra dijo...

Credo non esista una "casa mia" come diritto innato, ma come diritto che giorno dopo giorno si acquisisce e conferma vivendo da cittadino.
E credo che quello "di stupirsi" non sia un diritto, ma un'opportunità.

Silvia dijo...

Sarà la mia "esperienza napoletana" a parlare...Ma io in un vicolo di notte ho paura anche delle mosche!

Razzismo=Ignoranza

Che poi l'egoismo, con tutto ciò che ne deriva, sia una caratteristica insita dell'uomo, questo è innegabile.

Buon fine settimana!

cyrano dijo...

razzismo è una parola che già conosceva l'America in via di sviluppo..sul razzismo s'è sviluppata..ancora oggi hanno paura dei neri che delinquenza a parte, insieme alle altre etnie contribuiscono ad aumentarne il benessere con manodopera ecc... visto che abbiamo deciso di essere figli dell'america mi sa che questo dobbiamo tenerci...soprattutto nel nord-est...in svezia essere nero non vuol dire un caxx...e a bruxelles praticamente non c'è un belga...ma cambierà anche da noi...speriamo solo in meglio!

un lupetto pentito dijo...

tambien en epanha tu folla chicos dos Scout como en italia!!!

ah ah ah ah a ah ah ah a haha

saludos desde bologna.

Daniele Verzetti il Rockpoeta dijo...

Devo dire che non starei a guardare il colore della pelle. Se mi sembrano persone poco raccomandabili non mi lascio certo influenzare dal fatto che siano bianchi o meno. Anche se color panna se non mi convincono sto all'occhio.

Questo vale per me ovviamente.

Alessandro dijo...

Io ti dirò che mentre attendo a tarda sera il mio autobus che mi riporta a casa ho paura più dei bianchi che mi si avvicinano che dei neri, da qualche giorno a questa parte... Qui a Roma c'è un clima di intolleranza che mi fa molta paura creato ad arte da politici locali e nazionali, i pestaggi sono all'ordine del giorno e a ce ne sono per tutti: bianchi, neri, gialli, gente con la maglietta del Che o più semplicemente chi non ti piace. Purtroppo certe teste di minchia pensano che sia tutto giustificato e impunibile, che è tuo diritto fare violenza contro chi non ti va a genio; e purtroppo non colpa dell'ignoranza, ma di una classe politica e di una società che ha fatto della caccia al diverso la risoluzione di tutti i mali. E poi, cosa dobbiamo aspettarci da questa società se anche la municipale (che dovrebbe vigilare sulla nostra sicurezza) si arroga il diritto di pestare un ragazzo ghanese senza motivo...? Non so voi, ma io un po' paura ce l'ho...