domingo, 14 de diciembre de 2008

Assenza in essenza

Sulle labbra un sapore denso
anaerobico, d'ammutinamento
e scivola il sudore come incenso
mentre in gola la saliva si fa cemento

Le mani tremano (trepidanti)
nevrotiche, senza pace,
i fremiti del miocardio si fanno pesanti
rendendo lo sguardo rapace

Ed ogni istante è come piombo
nell'attesa malferma di Lei
ed il cielo appare più distante
ad un passo dallo strapiombo

Immobile come sabbia
che in orizzontale stesa
in un sorriso (assente) sulle labbra
segna di una clessidra la resa.

...

Lei, il suo viso:
(ultima madreperlacea tessera)
combinazione a lungo ricercata
che del mio fato l'ordito
in un'epifania anelata invera.

Lei, il suo sguardo:
che in un attimo infiamma
sgelando gli spigoli della sorte
come un vento gentile d'autunno
che spazza via le foglie morte

Lei, la sua attesa:
annaspa il respiro ad ogni palpito
mi si dissecca nelle vene il sangue
- ruvido denso laconico -
squarciando una realtà ormai esangue.

▫▫▫

Re di picche al river. Solo 4/5 di scala, nulla da fare.
Il giovane Croupier senza cravatta ritira le carte. Li rimischia. Non cambia mazzo.

martes, 9 de diciembre de 2008

It's raining friends

(R. Magritte, Golconde, 1953)

Se a volte vi è capitato di trovarvi solo in casa a pensare che la distanza, il tempo le circostanze vi avevano separato da quei pochi buoni amici, avreste dovuto chiederviò: "Ma ce l'ho il contatto Facebook?".

sábado, 29 de noviembre de 2008

167 E por mes, exorcismo incluido...

Spesso gli scenari più tranquilli celano verità che rimangono in sordina, finché riemergono a ribaltare come un guanto l'ordinario, come Kandiskij la realtà nei suoi quadri.

Il quartiere dove vivo, qui in Valencia, è tranquillo e perfettamente vivibile. Ma solo un corridoio stretto e da un piccolo salone separa la mia stanza dal luogo di un'enigma.
Giornalmente, nelle prime ore pomeridiane, provengono dalla camera del mio coinquilino rumori enigmatici, versi striduli e intraducibili.
Il sottoscritto è arrivato a ipotizzarne 3 differenti origini:
I) è la sua maniera di cantare i pezzi rap che ascolta in cuffia;
II) si dedica ad originali pratiche onanistiche;
III) semplicemente è posseduto.

Altro elemento inquietante. L'anziana inquilina del piano di sotto, dopo reiterate quanto infondate lamentele porta a porta causa il rumore insopportabile che para provenga dal nostro appartamento, ha cambiato strategia: alle 20 a.m. di venerdì, nel perfetto silenzio che regnava, si è manifestata armata di una barra (si ipotizza di legno) ed ha iniziato a picchiare sulla porta, accompagnando il tutto con un continuo trillo del campanello. Si è poi eclissata, risucchiata dalle scale, con grida indecifrabile e lasciando come macabri segni del suo passaggio una decina di ammaccature sulla porta.

Ora, prima che uscendo di casa scopra che i rumorosi bambini dell'appartamento a fianco siano le due gemelline Grady, e mi invitino a "jugar con ellas", vi chiedo: "Avete il contatto di un buon esorcista? Anche l'Esorciccio mi andrebbe bene..."

domingo, 23 de noviembre de 2008

Nocturno en à-plat

(ovvero le mucche di G. W. Friedrich)

Nera una nube
ruggine di pensieri
da una finestra socchiusa
dissipa fragili sigilli e sentieri

Lo sguardo anestetizzato si perde
puntando il sorriso di una lacrima
(morbosamente sospeso e azzurro)
nel cuore nero di un crepuscolo.

Ma la notte, beffarda matrigna, tutto ri-vela.
La nube, statica davanti ai suoi occhi, sempre nera


Lui: “Quel nero è ora cangiante,
vivo, a sangue freddo
come maree striscianti nella sera
tra navi nell'Ellesponto”.

L'ombra: “Forse è come un mare
risucchiato dal tramonto,
solo uno specchio effimero
di carene già morte.
(il quadro è di J. Mirò, La sonrisa de una lágrima, 1973)

lunes, 17 de noviembre de 2008

Fuori dall'Italia, dentro la protesta

Ecco il video della nostra manifestazione al Consolato italiano di Valencia (14 novembre '08). Anche noi ci siamo fatti sentire.

Bra: "Lei cosa ne pensa di questa manifestazione?"
Console onorario: "Io non posso pensare!"

Questo invece un articolo pubblicato in prima pagina dall'Unità con parti del nostro manifesto.

viernes, 31 de octubre de 2008

da Valencia contro la 133

Gli Erasmus italiani a Valencia iniziano a mobilitarsi. Vi incollo il volantino del nostro prossimo incontro. Aggiungo che necessitiamo il maggior numero possibile di contatti con gruppi studenteschi in Italia (biagio.grillo@gmail.com).

ERASMUS ITALIANI
“da Valencia contro la 133”
per la libertà di studiare, per la libertà di ricerca, per il nostro futuro.

In Italia i nostri colleghi di Università, i nostri professori e i ricercatori stanno lottando contro la 133, legge che con l'Art. 16 da la possibilità alle Università pubbliche di “deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato”, e quindi “contestualmente alla delibera di trasformazione vengono adottati lo statuto e i regolamenti di amministrazione e di contabilità delle fondazioni universitarie” (private!!).
La legge 133 non è più un DDL, il governo Berlusconi approfittando dei pochi giorni di vacanza dei precari italiani, della pausa degli studenti tartassati dal processo di Bologna, in Agosto è arrivato alla definitiva conversione in legge del decreto, tenendo in questo modo all'oscuro la maggioranza dell'opinione pubblica.
L'articolo 16 della 133 è un attacco alla nostra libertà di studio, al sogno dei padri fondatori della nostra costituzione (si c'era anche Andreotti, ma soprattutto c'era gente come Foa, e Calamandrei che hanno dato un grande contributo a perché oggi noi possiamo crescere in una democrazia).
La 133/08 è la legge di conversione del decreto legge 112/08, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria’. Si tratta di un gigantesco calderone, nel quale sono confluite norme riguardanti i più disparati ambiti di intervento; Il fatto più grave è questa “controriforma” sia stata abilmente nascosta all’interno di un provvedimento di natura economica, collegato alla legge finanziaria, questo perché la finanziaria risulta essere un binario preferenziale:
viene approvata in blocco, su di essa ultimamente si è instaurata la prassi della fiducia da parte del governo e i tempi di approvazione sono contingentati, dal momento che se il bilancio dello stato non viene deliberato entro il 31 dicembre si incorre nel cosiddetto esercizio provvisorio. Al riguardo estrema importanza assume l’Art. 75 della Costituzione che non ammette il referendum popolare abrogativo ‘per le leggi tributarie e di bilancio’.
In data 29 Ottobre 2008 il governo Italiano ha celebrato, tra i banchi del senato, il funerale del nostro futuro: non solo come studenti, ma come italiani, come professionisti, come genitori.
ADESSO DOBBIAMO FARE QUALCOSA!!!!!! FACCIAMOCI SENTIRE!!!!
sabato 01 Novembre
Plaza Honduras (di fronte al civico 33)

Forum di discussione del gruppo info.
http://davalenciacontrola133.forumup.it/


martes, 28 de octubre de 2008

Demolascivia 2.8

Che il mio pc sia uno sporco tiranno totalitario?
Avevo scritto delle considerazioni di argomento democratico approffittando della lettura di un saggio (Democracia y Estado), ma sono scomparse. Che mi sia beccato un virus proveniente dalle fucine di Villa Arcore?

jueves, 23 de octubre de 2008

Concierto de Benvinguda

Il Gibbone potrebbe non essere di buon auspicio, ma stasera si va a Plaza de Toros per un triplo concerto.
Forse per qualche ora riuscirò a non pensare alle triste miserie italiane.

lunes, 20 de octubre de 2008

Fantasmagorie


…bisbigli

Sono solo parole
solo sfiorano l’oggetto
e lo fissano dall’alto
disfiorandolo di getto.

.Silenzio.

Un cuore alla deriva,
arido tra la sabbia,
nell’albedine incerta che periva,
tra riflessi in chiaroscuro, s’incaglia.

Un trillo.

Pallido distrae lo stridore di maree
sorvolandone in circolo lo specchio
e i suoi riflessi statici ed esangui
come una luna immobile nel secchio



Finché, in un polveroso rigirarsi di pensieri,
rapido svanisce l’inganno,
tutto rimane come ieri.

Sembra l’ombra di un gabbiano: è un albatro.

martes, 14 de octubre de 2008

Lapsus

Lei chiese:
“Cosa sono le illusioni per te?”

Le disse:
“Sono sguardi sognanti
che attraversano uno specchio
e conducono lì davanti
(a ciò) che non si contiene in sé”

Ma (in realtà) voleva dirle:
“È uno sguardo perforante
ricambiato da uno specchio
che (tra facce di diamante)
non contiene un sé.

domingo, 12 de octubre de 2008

Itariani brava gente

Sofia, 11 ottobre 2008. Un centinaio di virtuosi cantori scelti dal Ministero degli Interni per rappresentare degnamente il nostro Paese al Reteo-Festival internazionale della canzone totalitaria "Když bylo mu" ("Quando c'era Lui!") si è trovato coinvolto in uno spiacevole incidente a causa di una incomprensione linguistica. Giungendo a Sofia, la popolazione locale di lingua inferiore, non ha inteso le richieste degli itariani e, data la casuale compresenza della nazionale di calcio, li ha inviati allo stadio.
Pur trovandosi nel posto sbagliato, per zelo artistico-professionale, hanno deciso comunque di esibirsi nei loro pezzi migliori (il pezzo a capella "Duce" e le mazurche "Faccetta nera" e "I Batussi"), non sapendo che il paese comunista non gode della libertà di
canto in luoghi pubblici non adibiti e con stupore si sono visti attaccati dai manovali del KGB.
L'opinione pubblica, indignata, chiede chiarimenti.

viernes, 10 de octubre de 2008

Vico(li) ciechi

Corsi e ricorsi, ma evidentemente non abbastanza a lungo.
Corsi e ricorsi ma non abbastanza distante da liberarmi di lui, della sua presenza, delle sue dichiarazioni e dei miei continui e laconici deja vu.
Ma la verità è che neanche il caro
Giambattista avrebbe potuto immaginare certi ricorsi.

Ultime uscite del Cavalier Bellachioma:
- A Veltroni: "Me ne frego!" Dove l'ho sentita questa?
- "Combatteremo la corruzione, io conosco bene il problema!"
- "Gli italiani avevano voglia di avere uno Stato che facesse lo Stato. Chi vuole occupare un'università, un aeroporto non lo potrà fare più. Basta con l'anarchia". (Fortuna che non abbiamo più lo Statuto Albertino. Ma il buon vecchio art. 21?)

Capa scriverebbe “Oh, ferma tutto! Devo aver avuto un herpes, dato che questo sfogo non mi è nuovo”.

Io non aggiungo altro, solo ringrazio Silvia per il “premio” assegnatomi (ne sono lusingato sebbene ritenga spetterebbe a chi fa davvero informazione e ne paga le conseguenze.



Ad ogni modo, seguendo le regole del premio, lo passo ai sempre vigili e attenti Fabrizio, Antiblogger e Clauds.

domingo, 5 de octubre de 2008

La rivincita dei secondi


Trovo Cauty geniale.
E la mia fantasia inizia a giocare.
Mi dico: "se Wile ce l'ha fatta, possiamo farcela anche noi!"
Che si sa che Will Coyote, eterno sconfitto, è un pò di sinistra (non di partito o di parole, ma de corazon...). E da oggi inizierò ad immaginarmi un Road Runner giovanile, basso ma coi tacchi e stempiato (per quanto la sua calvizia inspiegabilmente col tempo si riduca), e sperare nella provvidenza.
Da troppo tempo inseguiamo a vuoto il beep beep di turno.

viernes, 3 de octubre de 2008

Chi è senza razzismo scagli la prima pietra...

Tesi n°1: Nessuno può davvero dirsi immune al razzismo.
Tesi n°2: Il razzismo è direttamente proporzionale all’imbecillità.


Levi scriveva della «tendenza manichea che rifugge dalle mezze tinte e dalle complessità» (P. Levi, I sommersi e i salvati, 1986, cap. II). È il meccanismo mentale della generalizzazione e dell’etichettare che sta alla base del pensiero razzista, oltre ad una forte percentuale di viscerale egoismo che fa vedere nell’altro (specie se portatore di una qualche diversità somatica) una privazione, un ostacolo, un nemico.
Prima dell’inizio della Guerra balcanica la gente teneva normali rapporti di vicinato, indipendentemente che erano serbi o croati. L’ideologia imposta dall’alto ha cambiato la gente: quei due vicini, amici in precedenza, da un giorno all’altro hanno iniziato ad odiarsi. L’odio razziale è un seme di zizzania che non si estirpa e rimane per generazioni.

In Italia da mesi si assiste ad un sempre più rigoglioso razzismo. Ed oltre all’idiozia della gente, è la politica italiana ad avere gravi responsabilità. Quando rappresentati istituzionali parlano con linguaggi da peggior bar di Caracas, vomitando insulti ed accuse di fatto razziali, il seme è ben sparso ed irrigato sul terreno già ben concimato dal letame della cecità umana.
Un pubblico discorso razzista e generalizzante contro un rom, un nero, un giallo, un verdano o un gianduiotto (per quanto rivestito di “politically correct”) è razzismo quanto le percosse fanatiche di minorenni: è solo una variante dello stesso linguaggio.

Tornando alla tesi n°1, trovandosi ad esempio in un vicolo di notte e vedendo avvicinarsi due persone di colore non in frac, non si trova a temere per la propria sicurezza, anche solo per un secondo? Sarebbe lo stesso se quei due fossero "bianchi"? Ebbene, siamo tutti razzisti. Poi chiaramente entra in gioco la tesi n° 2.

miércoles, 1 de octubre de 2008

El brasero de Bra

Ogni giorno, ogni ora delle nostre vite è una Falla. Si Vive in mezzo a gente che si dimena, si affanna seguendo linee guida irrazionali nel loro essere comuni, tacitamente condivise. Intorno il rumore è forte, assordante a volte, ma ci si abitua.

Dentro, un silenzio a cui non si fa il callo, pur divenendo ben presto quotidiano, ordinario. Allora si prova ad urlarlo quel silenzio: scorre, vibra, risale contro corrente fino alla bocca, ma si trasforma, è alterato dal suo contatto con l’aria esterna e il mondo che l’accoglie, ma poco importa, si perderà ad ogni modo tra le altre grida, tra gli altri vuoti urlati.

Ogni giorno viviamo Las Fallas, perché la vita nel suo scorrere non è che un braciere su cui consapevoli o meno, liberamente o per scelta di altri o del caso, immoliamo milioni di “sarebbe potuto essere”. Selezioniamo quali pensieri pensare, quali azioni perpetuare, quali conseguenze prevedere. L’agire dell’uomo è una continua, mai interrotta, scelta.

Tutto il resto finisce nel braciere, o con un poco di fantasia in una realtà parallela che incessante si duplica in miliardi di attimi mai nati, attimi infiniti come le particelle di cenere prodotte da un’unica fiamma. Tutto il resto scompare. Resta solo il ninot salvato dalle fiamme. Non è questo la vita? Una infinita scelta?